domenica 1 agosto 2010
La lunga crisi di Malpensa

A Malpensa è dura:la Lega dopo aver ceduto a Berlusconi con il cosiddetto “dehubbing”dovuto all’abbandono di gran parte dei voli Alitalia per la cordata degli amici del Cavaliere, la risalita è lunga.
I dati sono leggermente positivi soprattutto per le merci, meno per i passeggeri.
Si sono comunque persi 2.000.000 di passeggeri, senza contare le migliaia di lavoratori in cassa integrazione in deroga e in tanti hanno perso il lavoro per il mancato rinnovo dei contratti.
Le grosse aziende hanno avuto la cassa integrazione, parte delle piccole hanno chiuso.
Proliferano le cooperative ed il lavoro precario, le denunce e i ricorsi in tribunale sono cosa quotidiana a Malpensa.
Ci sono cooperative che pagano in ritardo, altre che non applicano il contratto del trasporto aereo, alcune fanno firmare le dimissioni in bianco, altre non danno le timbrature e poi fanno pagare il parcheggio ai dipendenti; aggiungiamo ritardi nei pagamenti della cassa integrazione e una serie innumerevole di piccole e grandi violazioni dei diritti sindacali. Una mole enorme di superlavoro per gli enti di stato e di controllo che non hanno personale sufficiente alle richieste di Malpensa.
Turni avvicendati e massacranti senza riguardo per le esigenze familiari con problemi per la crescita dei figli sballottati dall’asilo ai nonni, nei casi migliori.
Le pressioni delle aziende alle prese con costi crescenti e mancati introiti ricadono sui lavoratori che vengono sottoposti a pressioni delle aziende per produrre di più a costi inferiori, con mezzi vetusti e pericolosi.
Tutto ciò nonostante la rassicurazioni di Bossi che, nonostante le sue esternazioni sulla difesa del Nord e l’invenzione della Padania, messaggi forti per attirare l’attenzione dei giornalisti arrivando a volgarità e cadute di stile tipiche del personaggio in questione, hanno permesso l’abbandono di Alitalia.
Il tutto sulle spalle dello stato ( pagamento cassa integrazione), dei lavoratori che hanno pagato in termini occupazionali ed economici, mettendo in croce anche i gestori aeroportuali, dimenticando che il primo di questi è di proprietà del comune di Milano per l’84%,, più padano di così!
Visto questo scenario chiediamo un intervento dei parlamentari a noi più prossimi, i finiani, per spingere al massimo a livello regionale e romano, la creazione delle infrastrutture viabilistiche che mancano, i finanziamenti per la viabilità della zona attorno all’aeroporto, e maggiori quote azionarie ai comuni del sedime aeroportuale che dovranno avere maggiore voce in campo visto che hanno tante spese e pochissimi introiti a fronte di servizi che devono erogare per il funzionamento e la vita dei cittadini e/o lavoratori di Malpensa.
Chiediamo pure finanziamenti e agevolazioni per i lavoratori di Malpensa,per es.case ad affitto calmierato, asili, e servizi sociali adeguati a persone che arrivano da tutto il mondo ma soprattutto dal Sud d’Italia e si trovano in grandi difficoltà economiche e stress per il trasferimento.
Vi è poi la carenza di organici delle forze dell’Ordine che devono assicurare la sicurezza e la vigilanza del secondo aeroporto d’Italia e devono avere organici, residenze e mezzi adeguati.
Giuseppe Criseo
Responsabile circolo Generazione Italia Somma e Malpensa
http://somma-attiva.blogspot.com/
1 agosto 2010

